La ripresa economica post pandemica a cui stiamo assistendo, è portatrice di un’incognita inaspettata: le aziende sono tornate a cercare nuovi talenti da assumere, ma si fa estrema fatica a trovare persone disponibili.

Su tutti i più importanti portali di ricerca lavoro (Job Boards), è evidente un aumento degli annunci di lavoro.

Il record dei posti vacanti segnalato dall’Istat nel secondo trimestre 2021, sottolinea un fenomeno destinato a protrarsi nel tempo: un disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, che il grande sconvolgimento portato dalla pandemia potrebbe aver ampliato.

Le aziende, faticano a trovare personale da assumere. Il lavoratore cerca lavoro, ma non si candida. Fra le figure più ricercate ci sono gli informatici, gli operai specializzati, i manager, professionisti e tecnici ad elevata specializzazione.

Le motivazioni di questa difficile “caccia” sono la mancanza di candidati o la scarsa qualificazione nella mansione.

Bisogna, poi, aggiungervi l’aspetto psicologico del candidato. In questo momento, infatti, sembrano coesistere motivazioni, come:

  • Trasferimento: i lavoratori più qualificati e alla ricerca attiva di un lavoro, potrebbero essersi già ricollocati in settori con competenze trasferibili;
  • Incertezza: chi ha un lavoro, considerando l’incertezza del mercato e la fase di “sblocco dei licenziamenti” non rischia un cambiamento e si tiene stretto l’attuale lavoro;
  • Voglia di libertà: le persone, dopo mesi di limitazioni, nonostante siano bisognose di un lavoro, non vogliono privarsi di questa possibilità di distensione.
  • Paga troppo bassa, se equiparata alle ore lavorative ed ai contributi statali.

Un tale scenario impone un cambiamento anche per i Recruiter, che devono ingegnarsi per trovare nuove strade per poter raggiungere il loro obiettivo.

Uno degli elementi più evidenti è il mutamento delle metriche di valutazione dei candidati: ora un selezionatore è maggiormente attento alle Soft Skills, alle Competenze Trasversali del candidato e al tasso di fidelizzazione potenziale di un candidato verso l’azienda, per tentare di assicurarsi che le aziende assumano di più e meglio.

L’impatto maggiore giunge dai Social Network. Canali, come Instagram e Tik Tok, stanno crescendo in popolarità sia tra chi cerca lavoro che tra i recruiter, i quali vogliono raggiungere i Millennials che si stanno affacciando al mondo del lavoro.

Un aspetto confortante è dato dal fatto che ben l’88% dei giovani candidati, esprimono un giudizio positivo sui Video Colloqui, avvalorando l’efficacia di questa nuova metodologia.

La differenza più evidente è quella di un potere negoziale che sposta l’ago della bilancia sempre di più a favore del lavoratore.

I candidati, al momento del contatto da parte del recruiter, avendo un buon numero di possibilità a disposizione, non si accontenteranno di una semplice buona offerta. Quindi, uno dei nuovi obiettivi dell’HR sarà quello di velocizzare il time to hiring.

Per ricercare personale in un mercato del lavoro in ripresa, è indispensabile considerare nuovi parametri, quali:

  • Incertezza economica;
  • Lunghi periodi di disoccupazione;
  • L’incognita, il rischio sempre attuale di una nuova ondata pandemica, con conseguente nuovo fermo delle attività produttive; 
  • Il peso del debito pubblico.

Ad oggi, il lavoro è sempre più un percorso e sempre meno un posto.

Negli ultimi anni, tutte le professioni si sono evolute, perciò molte figure specialistiche sono difficilmente reperibili. È indispensabile, quindi, sostenere il cambiamento con la mobilità e la formazione continua.

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